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Il buco dell'ozono: analisi semplice

È un problema grande, anche se non è preso veramente in considerazione da tutti per il momento, perché non è un problema imminente; certo, c'è bisogno di un bel po' di anni prima che diventi un pericolo serio, ma il buco dell'ozono, o meglio assottigliamento dell'ozonosfera, è un problema attuale e va preso in considerazione da tutti sin da adesso. Ma forse non tutti sanno dov'è il problema, o forse non sanno a cosa è dovuto e forse non sanno nemmeno cos'è lo strato di ozono; innanzitutto bisogna dire che l'ozono è una forma particolare dell'ossigeno: la sua molecola è composta da tre atomi di ossigeno anziché da due, come in quello atmosferico. Questo gas si forma continuamente nell'alta atmosfera (fra i venti e i cinquanta chilometri d'altezza) per l'azione delle radiazioni ultraviolette (UV) sull'ossigeno e la sua concentrazione è variabile a seconda della stagione e dell'ora del giorno. Esso si formò circa quattrocento milioni di anni fa, quando l'ozonosfera raggiunse una consistenza tale da eliminare la maggior parte della radiazione ultravioletta emessa dalla luce solare particolarmente dannosa per la vita animale sulla Terra; i primi organismi non vegetali viventi, che per sopravvivere erano costretti ad essere confinati nelle profondità oceaniche, cominciarono pian piano a migrare verso la superficie dei mari e poi ad invadere le terre ed i continenti. Pertanto, la formazione dell'ozonosfera è stata un evento determinante perché la vita animale sulla Terra si evolvesse in tutte le sue forme fino all'uomo.
Attualmente, l'ozono presente nell'ozonosfera è quasi in condizioni di equilibrio con concentrazioni maggiori nell'ozonosfera equatoriale e trasportato verso le zone polari attraverso processi di diffusione e di trasporto da parte dei venti stratosferici. L'equilibrio che si stabilisce, che non è esattamente un equilibrio fotochimico, dovrebbe portare a una diminuzione dell'ozono nell'ozonosfera, passando dall'equatore ai poli, che dovrebbe essere regolare ed in funzione solo della latitudine. In realtà sono state osservate variazioni ed oscillazioni periodiche, anche molto sensibili, soprattutto nella stratosfera antartica, le cui cause non sembra possano attribuirsi a fenomeni naturali. Tra i fattori non naturali, le ricerche finora condotte hanno messo in evidenza che alcuni inquinanti prodotti delle attività umane, quali gli idrocarburi fluorati e clorurati (tra cui i clorofluorocarburi o CFC) sono in grado di distruggere l'ozono atmosferico e quindi di assottigliare l'ozonosfera polare ed in particolare quella antartica: in questa zona infatti, a partire dal 1975, la quantità di ozono è diminuita parallelamente all'aumento all'aumento degli ossidi di cloro tanto da far parlare di "buco" dell'ozono sull'Antartide. Analoghi fenomeni sono stati individuati anche nell'emisfero settentrionale. Le ricerche scientifiche in corso cercano di chiarire l'influenza delle attività umane sull'ozonosfera e l'interazione negativa tra cause di origine antropica e processi naturali oltre che dell'equilibrio termico della Terra. In linea di massima, è stato valutato un assottigliamento medio dell'otto percento ogni dieci anni. Importanti sono i possibili effetti sanitari sulla popolazione derivanti da una ridotta capacità filtrante della radiazione ultravioletta ad opera dell'ozonosfera, nonché gli effetti sulla produttività degli ecosistemi agricoli e di quelli marini. Non trascurabili anche le conseguenze derivanti dall'alterazione della funzione dell'ozonosfera nella regolazione della temperatura della bassa atmosfera e le sue conseguenze valutabili in un non secondario contributo alla modificazione del clima.
In attesa che venga fatta chiarezza scientifica, molti governi hanno stipulato un accordo precauzionale per mettere al bando i CFC, i principali indagati per la distruzione dell'ozono atmosferico, e per proteggere l'ozonosfera, la cui integrità è essenziale per la vita dell'uomo e degli altri animali sulla Terra. Ma manca l'arma fondamentale per risolvere questa questione: l'interesse della gente.

del: 05/05/2007

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